Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Il Linguaggio dello Schizofrenico

La Schizofrenia

IL LINGUAGGIO DELLO SCHIZOFRENICO


Il Linguaggio dello Schizofrenico


Alcuni Autori (Maccagnani, Bobon, Jung, Piro e altri), sostenevano che l’espressione figurativa e l’attività artistica in generale rappresentasse una forma di comunicazione con potere catartico. Lo scarabocchio, il disegno e la pittura, sono considerati linguaggio comunicazione della propria esperienza di vita.
L’espressione figurativa rappresentata dai pazienti, può avere o no riferimenti estetici o regole stilistiche, che permettono solo maggiori mezzi tecnici per esprimere e rappresentare quello che si vuole comunicare. Negli schizofrenici le turbe del linguaggio sono distinte in: ludiche e a genesi automatica. Il linguaggio verbale degli schizofrenici ha una connotazione ludica quando diventa un gioco verbale con sillabe, suoni e parole. Quest’uso ludico del linguaggio che esclude la finalità comunicativa ed espressiva è considerato un aspetto della regressione a stadi infantili della personalità.
E’ stato fatto un accostamento tra questo modo di usare il linguaggio e quello del bambino in una fase dello stadio prelinguistico che comprende la lallazione. La componente ludica del linguaggio non è esclusiva della persona disturbata può essere usata per rendere la comunicazione più piacevole nei momenti in cui si è soli o per ornare il proprio linguaggio con giochi di parole. Nei soggetti psicotici non sempre si può parlare di regressione perché affiori questo tipo di linguaggio, ma può divenire una caratteristica di una personalità che cerca di trovare un modo diverso di comunicare, usando mezzi più arcaici ed impropri di un individuo adulto e socializzato, diventa patologico quando rimane l’unico modo di usare il linguaggio, in questo caso coincide con la dissoluzione semantica (Piro).
Nel linguaggio automatico la parola è associata al comportamento motorio del soggetto l’ecolalia diventa ecoprassia, la stereotipia verbale quella mimica e gestuale. L’automatismo verbale può avere origine sia da una patologia organica, sia da una spinta asemantica che serve da scarica motoria. Sullivan riguardo al linguaggio dello schizofrenico, sostiene che la creazione o l’uso di neologismi, la condensazione di parti di parole esistenti o creazioni di nuove parole siano inconsapevoli, e il paziente non si accorge che la parola usata non è adatta alla comunicazione non c’è scambio d’informazione, è un’espressione autistica che non permette il processo della validazione consensuale.
Jung riteneva che il delirio dello schizofrenico fosse molto simile al sogno della persona normale, poiché la sostituzione dell’attività cosciente con quell’inconscia si riferiva alla mera soddisfazione di un desiderio. Per Binswanger egli ha perso il contatto vero, pieno, con le persone e le cose, perché questo comporterebbe un’accettazione ed un inserimento nel mondo degli umani. Per l’Autore, lo schizofrenico ha dovuto elaborare nuovi ideali impenetrabili a causa di un’infanzia divisa fra opposte tendenze familiari e sociali.

La Dissociazione Semantica


La distorsione semantica è un concetto usato per indicare lo spostamento del significato, dal segno originale ad un nuovo aggregato fonetico (neologismo). Tra le varie forme di dissociazione semantica, la distorsione è la più palese per quanto riguarda la struttura del linguaggio; tuttavia, essa presenta una componente creativa, sostitutiva o almeno riparativa, che non si riscontra nella dissociazione e nella dispersione semantica, che esprimono una perdita di intenzionalità comunicativa.
La dispersione semantica spiega l’attenuazione, in parte grave, della relazione semantica; il segno è fluttuante o completamente autonomo in relazione al contesto comunicativo.
La dissoluzione semantica rappresenta il livello più grave di dissociazione semantica, e si riscontra nelle forme cronicizzate di psicosi e nel grave deterioramento mentale. Il monologo schizofrenico ha un significato autistico così come la distrazione durante la comunicazione verbale indica un allontanamento dell’intenzionalità comunicativa.
Le verbigerazioni sono frasi poste in una conversazione brillante che sono esternate in modo enfatico ma che non hanno senso.

BIBLIOGRAFIA

Binswanger, L. "Essere nel mondo." Astrolabio, Roma, 1973.

Maccagnani, G.
"Psicopatologia dell’espressione." Galeati, Imola, 1966.

Piro, S.
"Il linguaggio schizofrenico." Feltrinelli, Milano, 1967

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