Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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I Problemi con l'Adolescente

I PROBLEMI CON L'ADOLESCENTE


I Problemi con l'Adolescente



L'adolescenza ( periodo che va dai 14 ai 18 anni circa), è una delle fasi del ciclo di vita che si presenta particolarmente delicata per una serie di motivi.
Con l'adolescenza avviene in modo spontaneo (quando avviene), la messa in crisi delle certezze (o delle difese) dell'età della latenza: la certezze dell'onnipresenza degli adulti, la certezza sull'univocità della realtà esterna, la certezza sulla semplificazione della vita interiore e la certezza sulla esistenza dello schema di riferimento esterno come guida stabile e sicura (caduta del conformismo).

Nell'adolescenza la realtà esterna è vissuta come deludente, quella interna come angosciante, questa situazione di ambivalenza affettiva può provocare una condizione di "crisi" che determina, ansia e conflitti.

I primi conflitti sperimentati dall'adolescente sono conflitti psichici relativi allo sviluppo fisico. I mutamenti dello stato morfologico e funzionale della persona hanno una certa risonanza psicologica. Trasformazioni corporee rapide non possono non essere risonanti nella coscienza e nel comportamento dell'adolescente.

Gli aspetti che maggiormente determinano tali impressioni sono quelli direttamente visibili e influiscono sulla valutazione che l'adolescente può dare di se stesso (autostima, confronto con i coetanei). essi sono L'altezza, il peso, le dimensioni di certe parti del corpo, le proporzioni di parti del corpo ecc. E' proprio in questo momento che la difficoltà di coordinare i movimenti in modo sciolto, disinvolto nell'adolescente soprattutto maschio, crea una situazione transitoria di scarsa armonia e di goffaggine, che crea imbarazzo.

Può capitare che, per vari motivi, l'adolescente non riesca ad integrare i cambiamenti del proprio corpo e viva, ad esempio, in modo persecutorio il suo naso, che per gli altri è normale come la causa della propria insicurezza perchè percepito come troppo grosso. Questo può valere per tutte le parti del corpo che l'adolescente non riconosce più come sue perchè cambiate in modo repentino, allora si può parlare di dismorfofobia che riesce a condizionare la sicurezza, l'autostima.....

L'indice più importante nella percezione di sé dell'adolescente è rappresentato dai fenomeni relativi alla comparsa dei caratteri sessuali secondari, in relazione alla quale si possono animare ansie e preoccupazioni, talora gravi.

Successivamente ai conflitti psichici relativi allo sviluppo fisico, si possono presentare conflitti psichici relativi allo sviluppo sessuale. Il menarca, poi il ciclo mestruale nella ragazza (quando si presenta in età puberale) inizialmente può attivare fantasie ambivalenti di vergogna, di lacerazione, che con il raggiungimento di un maggiore grado di maturità psicologica è accolto come un segno di progresso nell'itinerario verso la conquista dell'autonomia.

Anche l'attività masturbatoria può essere vissuta, dall'adolescente, in modo conflittuale, ovviamente questo momento esplorativo può essere condizionato dall'atteggiamento con cui la famiglia ha affrontato l'educazione del figlio fin dai primi anni di vita.

Fra gli 11 e i 14 anni si verificano dei progressi nello sviluppo intellettivo tali da mutare il pensiero "concreto" (o infantile), della fanciullezza in un pensiero "astratto" proprio della mentalità adulta. Tale pensiero si definisce "ipotetico-deduttivo", in quanto può tener conto non solo della situazione o degli avvenimenti direttamente percepibili, ma anche di situazioni o avvenimenti possibili. I conflitti psichici relativi allo sviluppo intellettivo, possono portare l'adolescente a mostrare insofferenza o insoddisfazione di fronte a contenuti ideologico o a norme di comportamento che i mondo degli adulti, e dei familiari in particolare, cerca di trasmettergli senza dimostrargliene plausibilità.

Da qui provengono quei conflitti fra gli adolescenti e genitori (e insegnanti), che possono presentare, a volte, soluzioni anche drammatiche (abbandono scolastico, fughe ecc.). Ciò che viene messo in discussione è l'autorità genitoriale da cui l'adolescente cerca di distaccarsi per trovare una sua personale dimensione individuale. Questo processo di separazione attraverso la contestazione è doloroso per l'adolescente e difficile per i genitori,, da un lato l'adolescente sente fortemente il bisogno di protezione e di guida dei genitori, dall'altro lato, però, sente anche la necessità di allentare la dipendenza che ha caratterizzato il rapporto fino ad allora.

Fondamentale è che i genitori forniscano "una base sicura " al figlio adolescente, cioè siano presenti senza invadenza, vigili, attenti e disponibili.
Il gruppo di coetanei, l'appartenenza al gruppo, l'essere accettati dal gruppo è una fase importante per cercare "al di fuori della famiglia" "altre" figure di riferimento, che rimarranno comunque sempre secondarie alla famiglia.

La consulenza psicologica, in caso di problemi più o meno seri relativi all'adolescenza, può essere un mossa preventiva da parte di quei genitori che possono sentire di avere delle difficoltà di comunicazione o di comprensione di un linguaggio, spesso non verbale, fatto di segnali, di abbigliamento e quant'altro contribuisca a rendere sempre più difficile "la vicinanza" dei genitori ai loro figli.


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