Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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momento di crisi personale come risorsa evolutiva

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IL MOMENTO DI CRISI PERSONALE COME RISORSA EVOLUTIVA

IL MOMENTO DI CRISI PERSONALE COME RISORSA EVOLUTIVA


In alcuni periodi dell'esistenza, può accadere che si presenti un sintomo che può diventare una sindrome, una serie di sintomi che creano forte disagio.

Persone che hanno sempre funzionato in modo adeguato che ad un certo punto si fermano, non c'è la fanno più ad affrontare il quotidiano, crollano emotivamente. Che cosa sta accadendo? Spesso non vi è una causa esterna immediatamente riconducibile al disagio e per questa mancanza di senso più preoccupante per che la sta vivendo e chi è accanto.

Nella realtà il nostro mondo interno emotivo si è saturato, è come se ci fosse stato un accumulo di cibo non digerito che ha creato un ostruzione. Questa ostruzione crea malessere ma fa si che ci si fermi ad ascoltare se stessi. Il lavoro di analisi ha lo scopo, in questo caso di andare a vedere come (la dinamica) e in quale momento è stato accumulato cibo-vissuto emotivo non digerito (perché emerge ora la problematica e se vi è un'associazione emotiva con accadimenti del passato ed il qui e ora), e la natura di questo cibo indigesto. Sciogliendo il nodo emotivo che lo costituisce, attraversando il materiale prima razionalmente comprendendone le dinamiche ed il senso, poi emotivamente, e costruendo gli strumenti di gestione della crisi.

Strumenti che non possono essere "passati" senza attraversare una problematica personale che renda necessario un lavoro di ri-strutturazione dall'interno e non dall'esterno come mere strategie comportamentali, utili al momento ma senza radici profonde, struttura, stabilità soprattutto quando si sta vivendo una situazione di crisi.

È proprio nei momenti di crisi che emergono le risorse personali se disponibili così come i punti di fragilità, presenti in ognuno di noi. La situazione di crisi di disagio evidente, invalidante, sia che emerga attraverso il corpo, in forma psicosomatica o direttamente emotiva, ansia, attacchi di panico, aspetti depressivi, fobie, disfunzioni sessuali psicogene, parasonnie, insonnia, alterazioni del comportamento alimentare, dell'affettività, del tono dell'umore, ci stanno dicendo che qualcosa nella nostra vita deve essere cambiato.

Un assetto che prima funzionava ora non è più efficace si sta esaurendo ma non c'è ancora il nuovo modo di stare al mondo. E' in questa dimensione di sospensione la crisi, il sintomo, ci obbliga a fermarci a guardare dentro di noi per cambiare qualcosa fuori o nel modo di vedere, di significare la realtà. In questo corridoio dove il vecchio non c'è più ma non c'è ancora il nuovo si sperimenta una dimensione emotiva di smarrimento," lo spazio senza", di disorientamento, di mancanza di punti di riferimento prima presenti. Il nuovo va costruito ma è già lì presente immerso nel vecchio, un semino che potrebbe non essere visto mai, perso, oppure togliendo ciò che lo soffoca per dare spazio al nuovo agendo attraverso la sospensione dell'azione, come assetto strategico.

Questo può riguardare una relazione sentimentale, il contesto professionale legato alla gestione delle relazioni interpersonali nel contesto lavorativo, alla qualità della propria vita affettiva o in generale del proprio modo di stare al mondo che non funziona più e si ha la necessità di un cambiamento esterno o interno, ma la processualità va sempre dall'interno all'esterno, vale a dire nel modo di vedere e sentire la stessa realtà reagendo in modo diverso anche nelle scelte importanti che questo cambiamento di prospettiva esistenziale tende a far intraprendere.

In quest'ottica la crisi può divenire un'opportunità di crescita, di cambiamento di evoluzione se la si lavora adeguatamente in un contesto specialistico che vede la strada da percorrere insieme, in una dimensione costante di flusso emotivo relazionale che scorre tra le due parti.

Un'esperienza che cambia entrambi,analista e analizzando poiché ogni esperienza relazionale se profonda quindi evolutiva non può lasciare i partecipanti con lo stesso identico mondo interno.

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