Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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La Relazione di Coppia

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LA RELAZIONE DI COPPIA

La relazione di coppia e la definizione delle identità personali


La scelta reciproca del partner trae le sue origini sia da fattori messi in gioco in modo inconscio, sia da fattori che viaggiano ad un livello di maggiore consapevolezza.
Nelle molte definizioni del concetto di intimità della coppia emerge l’idea della scoperta e della corrispondenza affettiva reciproca dei partners. L’impegno reciproco sembra essere un marchio di garanzia del rapporto di coppia e deve essere fondato sullo spirito di sacrificio e l’investimento totale delle energie. Per quanto riguarda poi la fedeltà, essa è basata, a differenza che nelle altre relazioni, sul sentimento del possesso unito alla richiesta della presenza fisica continua dell’altro.
Erikson (1950) ritiene che tale forma intensa di intimità aiuti l’individuo maturo a stabilire la propria identità e che il contesto più importante per lo sviluppo di tale esperienza sia quello del matrimonio eterosessuale e monogamico.
Dal lavoro di R. F. Winch sulle coppie “normali” è emerso che è possibile selezionare il partner con caratteristiche complementari alle proprie. Il partner viene scelto sulla base della complementarietà dei propri bisogni. Essa può rappresentare la dimensione collusiva che tiene unita la coppia fino a che, per fattori interni e o esterni non vi sia un cambiamento dei parametri di funzionamento, il fallimento della collusione; la coppia non riesce più a riconoscersi nella sua complementarietà, la condivisione di oggetti interni.
La scelta del partener può avvenire anche attraverso una modalità nevrotica, vale a dire la tendenza a riscattare un antico conflitto nella relazione originaria nel “luogo” della vita coniugale; una coppia usata per “fare fuori” la coppia stessa. Questa scelta colora la relazione aggressività reciproca, di rivalità e di un sentimento di sopraffazione del partner con lo scopo di sconfigger(lo)e e trionfare sulla relazione oggettuale interiorizzata. Considerare il partner come personificazione dei propri fantasmi e instaurare una comunicazione nella coppia caratterizzata da messaggi reciprocamente aggressivi può portare a costruire modelli interattivi di tipo sado-mascohcistico; in essi i partners assumono rispettivamente il ruolo di aggressore attivo e passivo e proprio quest’ultimo può andare incontro a disfunzioni sessuali che assumono il significato di risposta ostile al distacco affettivo del partner.
Nessuno di noi sa individuare con certezza l’elemento che viene colto da persone di sesso opposto per ri-conoscersi reciprocamente adatti risolvere i loro complicati, e spesso internamente contraddittori, sistemi di bisogni. Fra le varie scelte del partner vi sono delle strane simbiosi reciproche del tipo bambino-genitore a livello della posizione paranoide (schizoide) nel senso della Klein. I rischi nell’amare e essere amati a questo livello primitivo sono così grandi e confusi con il distruggere e l’essere distrutti.
L’unica via di scampo quindi può consistere nell’agire nei confronti dell’oggetto in modo da allontanarlo per evitare di danneggiarlo o esserne danneggiati o perfino divorati. Ciò significa che comunicare odio mentre nello stesso tempo si brama dipendenza.
Infine, possiamo affermare che i legami coniugali, sani o malati che siano, costituiscono l’equivalente in età adulta che più somiglia al rapporto primario genitore-figlio. Meno l’individuo è stato capace di risolvere la sua prima fase di sviluppo, più queste strutture (interne) sono caricate al massimo e alla più lieve provocazione si può verificare il comportamento regressivo.

Considerazioni sulla “incapacità matrimoniale di coppia"

Come sistema di relazioni interpersonali, il matrimonio è stabile e durevole nella misura in cui esso, essendo all’inizio la somma di due unità, finisce per acquistare la qualità di un composto o di una diade integrata. In quest’interazione è possibile distinguere tre livelli o sottosistemi principali, che sono internamente in relazione l’uno con l’altro.
Un primo sottosistema, che è più pubblico è quello riferito ai valori e alle norme sociali e culturali d’appartenenza.
Il secondo è quello che opera al livello delle norme personali, valutazioni ed aspettative consce, derivate anch’esso dall’ambiente in cui si sono sviluppati i rapporti oggettuali e l’apprendimento sociale precedenti al matrimonio. A questo livello, l’elemento che attiene alle sub-culture può esser arricchito o diluito da variazioni individuali da fattori quali: conscia differenziazione dai modelli appartenenti alla generazione dei genitori; controidentificazione e controinvestimenti nei confronti di figure e valori genitoriali. Nella misura in cui funziona bene il secondo sottosistema corrisponderebbe alla dipendenza matura caratterizzata dalla capacità da parte di individui differenziati di intrattenere rapporti di collaborazione con oggetti differenziati.
Il terzo sottosistema richiama l’area delle forze inconscie che fluiscono tra i coniugi e che formano legami di natura positiva o negativa. E’ il campo dove si collocano le spinte dell’appagamento dei bisogno relativi ai bisogni oggettuali, che sono stati esclusi dalla coscienza nel corso della transizione dalla ricerca dell’oggetto primario alla ricerca dell’oggetto più differenziato.

BIBLIOGRAFIA


Dicks, H., V.,
“I concetti attuali” in Le tensioni coniugali. Borla. Roma 2005.

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