Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Archetipo

Colloquio Clinico > I Gruppi in Psicoanalisi

L'ARCHETIPO DELLA GRANDE MADRE

L’Archetipo della Grande Madre e del Grande Padre nel Gruppo Intermedio


Secondo Foulkes la comunicazione nei gruppi gruppoanalitici avviene a quattro livelli. Al livello primordiale appaiono gli archetipi dell’inconscio collettivo, soprattutto quelli della Grande Madre e del Grande Padre.

Egli afferma che il transgenerazionale appartiene al transpersonale, vale a dire alla matrice di gruppo. Per comprendere la trasmissione transgenerazionale delle emozioni specialmente distruttive, non si può ignorare il livello primordiale della matrice di gruppo. Per Foulkes la matrice di gruppo è una rete di relazione e di comunicazione tra i vari individui che contribuiscono a crearla e la comunicazione tra vari individui avviene a più livelli. Al livello primordiale la comunicazione riguarda l’inconscio collettivo e gli archetipi.

Alcuni Autori hanno studiato in particolare il livello primordiale della matrice; seguendo i concetti junghiani hanno ribadito che gli archetipi appartengono al codice genetico, si tratta cioè di comportamenti non appresi ma trasmessi ereditariamente. Una particolare importanza hanno gli archetipi della Grande Madre e del Grande Padre: l’archetipo della Grande Madre appare nel suo aspetto positivo per esempio sotto forma della Vergine Maria, della madre terra che dà il cibo ecc.; oppure nel suo aspetto negativo, sotto forma di strega, di ragno, di mare che divora i marinai ecc.

La matrice in quanto rete ha anche la qualità di ragnatela o rete; essa può intrappolare e ingoiare. Il simbolismo è quello del labirinto o dell’utero micidiale della madre terribile, che frequentemente è simbolizzato dalla ragnatela con un ragno al centro. L’archetipo del Grande Padre appare nel suo aspetto positivo sotto forma dei padri fondatori, del guaritore, del padre spirituale ecc., il suo aspetto negativo sotto forma del diavolo, del padre distruttivo e in genere di tutte le forme maschili negative.

Come è noto in Gruppo Analitico Intermedio è situato in uno spazio intermedio tra il piccolo gruppo e il grande gruppo, per la sua dimensione è molto vicino al contesto sociale e può rappresentare la società, ma nello stesso tempo abbastanza piccolo per permettere ai singoli individui di esprimersi; è una micro comunità che sviluppa una micro cultura in continua maturazione maturativi. I concetti fondamentali relativi al Median Group sono riassunti nei due seguenti schemi, (schema 2 gruppo intermedio e schema 3 mente del gruppo), in cui è chiaro che esso pone il contesto socioculturale al centro come oggetto della terapia. E. Klain sostiene che la famiglia patriarcale è uno dei principali veicoli di trasmissione; le regole e le sanzioni contro le trasgressioni sono assicurate dall’autorità paterna, mentre nella trasmissione dei sentimenti e delle emozioni, la madre ed ancor più la nonna giocano un ruolo di primo piano.

E’ molto significativo che là dove la figura paterna è carente o assente, i sentimenti distruttivi dell’archetipo materno prevalgono e sono alla base di angosce di separazione e fusionali responsabili di assenza o d’incompletezza del senso d’identità. Il processo di individuazione di gruppo ed individuale è cioè ostacolato o impedito. Sulla base di osservazioni relative allo studio e all’analisi del contesto culturale esterno e del gruppo analitico intermedio R. A. Pisani e coll., hanno formulato l’ipotesi riassunta nello schema 4, in cui si dà rilievo alla modalità comportamentale basata su modelli di tipo orale distruttivo (biocultura).

In questo circolo vizioso la dipendenza dalla madre (possessiva e divorante), aspetto negativo dell’archetipo della Grande Madre, viene collocata alla base dell’angoscia di separazione e di fusione alimentata dall’assenza o dall’insignificanza o distruttività dell’archetipo del Grande Padre. L’angoscia di fusione e di separazione, alla base dell’incompleta identità, maschile e femminile, è responsabile dell’angoscia di castrazione dei maschi e dell’invidia del pene con difesa fallica nelle donne.

Questi due aspetti maschili e femminili vengono posti alla base dello scontro tra i sessi, ampiamente diffusi nella cultura sociale e riprodotti nella situazione analitica del gruppo intermedio. Alla luce di ciò gli Autori si chiedono, se e quanto modalità comportamentali archetipiche arcaiche di questo tipo possono essere alla base dei conflitti transgenerazionali, favoriti da particolari circostanze storico-ambientali (vedi le popolazioni in guerra).

BIBLIOGRAFIA

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