Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Lo Stalking

La Personalità

LO STALKING

Lo stalking e gli stalkers
La sindrome del molestatore assillante


Lo stalking: cos’è, chi ne è vittima.

Il secondo capo della legge n. 38/2009 (da art. 7 ad art. 12) riproduce i provvedimenti contenuti nel disegno di legge a firma dei Ministri per le Pari Opportunità Carfagna e della Giustizia Alfano (AS 1348) già approvato da un ramo del Parlamento in materia di atti persecutori, nel linguaggio corrente stalking. Per fornire una risposta concreta nella lotta contro la violenza perpetrata soprattutto a danno delle donne viene introdotto - con l’inserimento nel codice penale dell’art. 612-bis (dopo il 612 che definisce la minaccia) tra i delitti contro la libertà morale -, questo reato penale nuovo per il nostro sistema giuridico che all’estero invece trova già applicazione in diverse nazioni: Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e in Europa, Regno Unito, Germania, Austria, Belgio, Danimarca e Irlanda.
Una misura penale importante a tutela di tutte quelle persone, e la cronaca ci dice che sono tante, che spesso si trovano a fare i conti con ossessive invadenze nella propria vita privata, casi che si trasformano spesso in veri e propri atti di violenza
Questa forma di comportamento si riferisce alla persona che molesta sessualmente la vittima a distanza, e in questo caso rientra nell’ampio capitolo delle parafilie, e agisce in questo spazio vuoto, in quest’area interstiziale che, come nell’esibizionismo, nel feticismo e nel voyerismo, il soggetto perverso riempie di fantasie sessualmente eccitanti e traduce in parole, atteggiamenti e scritti con cui umiliare, impressionare, stupire e offendere, terrorizzare e degradare la vittima a oggetto, sono parti integranti e irriducibili dell’atto.

Le molestie dirette ed indirette consistono essenzialmente in corteggiamenti ossessivi, telefonate continue spesso accompagnate a insulti, turpiloquio, minacce, lascivie o altro; lettere anonime a medesimo contenuto, messaggi, SMS, e-mail, chat – lines, minacce dirette o indirette, pedinamenti, invio di doni o all’opposto gesti vandalici e violenti, violazione di domicilio e altro.

Lo stalking è inteso come un intenzionale, malevolo e persistente comportamento di seguire o molestare un’altra persona.

Fenomenologia e psicopatologia

La vittima preferita del molestatore è la donna nella maggior parte dei casi. La maggioranza di questi comportamenti sono messi in atto da ex amanti tali o che si sono ritenuti tali nei confronti di donne che hanno interrotto o manifestato l’intenzione di i interrompere storie non più gradite e non condivise.
Gli autori sono soggetti non in grado di elaborare la ferita narcisistica loro inferta dal rifiuto più o meno esplicito, preceduto da un qualche tipi di incontro che quando interrotto scatena rabbia distruttiva. Si tratta di persone che non si rassegnano al fatto di essere abbandonati o di non essere al centro dell’attenzione di una donna o che vivono in chiave persecutoria la fine di una storia sentimentale.
Talvolta i comportamenti pervasivi e intrusivi di caccia, sorveglianza, controllo e dominio, mascherati e giustificati come ricerca di contatto e di comunicazione e non solo conseguenza di un reale rifiuto bensì di fraintendimenti o di forme si negoziazione inizialmente proposte al fine di attenuare il rifiuto o la limitazione nel rapporto, oppure fantasie ipercompensatorie di una personalità disturbata se non tematiche deliranti collocate su di un soggetto indifferente ma che diviene, agli occhi dell’autore, un oggetto privilegiato di investimenti rispettivamente nevrotici o psicotici.

In ambito psicopatologico ci si trova di fronte ad una sindrome complessa inscrivibile nella seguente tipologia clinica:

  • Disturbo ossessivo compulsivo, con funzionamento al limite o perverso;


  • Nevrosi fobica con ipercompensazioni contro fobiche e contro costrittive a sfondo erotico – sentimentale;


  • Disturbo d personalità antisociale, narcisistico e paranoide con organizzazione “borderline” di personalità o a struttura perversa, con o senza abuso e dipendenza da sostanze;


  • Disturbo delirante, con delirio erotico, persecutorio o di gelosia;


  • Fase maniacale del disturbo bipolare;


  • Ritardo mentale medio – grave;


  • Disturbi correlati a un danno organico celebrale (da trauma cranico, da sostanza, da degenerazione primaria o mista).


Nei primi tre casi quasi tutta la clinica si esaurisce in una patologia disfunzionale o perversa. Nei secondi cinque, molto più rari rispetto ai primi tre, le molestie si inseriscono in percorsi psicopatologici che conferiscono caratteristiche fenomeniche particolari al comportamento stesso e che ne discostano psicogenesi e psicodinamica da quella tipica dello stalker.

Il malinteso sul significato attribuito dall’autore alla relazione con la vittima, se non si impianta su una tematica delirante, su un disturbo cognitivo o su un’alterazione dell’affettività, trova la sua matrice dinamica nella già esaminata "incapacità/impossibilità di stabilire e mantenere una relazione interpersonale significativa e nella conseguente perversione della comunicazione e della relazione oggettuale" (perdita dei confini ed incapacità di stabilire, rispettare e mantenere i limiti ed il reciproco spazio di libero movimento).


La vittima, se non casuale e simbolica ancorché turbata spaventata terrorizzata dalle attenzioni e dai comportamenti del molestatore, spesso è persona “incapace anch’ella di rispettare e far rispettare le regole i tempi, e i limiti propri di ogni relazione umana".


BIBLIOGRAFIA

Fornari Ugo, “Trattato di psichiatria forense” UTET - Torino

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