Dottoressa Liliana Matteucci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Il Disturbo di Panico

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IL DISTURBO DI PANICO

Il Disturbo di Panico


Tra i disturbi d'ansia, si colloca il Disturbo da Attacchi di Panico che è caratterizzato da una serie si sintomi fisiologici quali: sudorazione, senso di soffocamento, vertigini, tremore, tachicardia e senso di morte imminente.

La maggior parte delle persone che soffrono di questo disturbo presentano anche l'"Agorafobia", che si manifesta come la paura di essere intrappolato in un luogo o in una situazione dai quali la fuga può essere difficile o imbarazzante. L'agorafobia, quindi, riguarda una paura immotivata, ed il conseguente evitamento, di spazi aperti in cui ci sono molte persone.

E' importante fare chiarezza e differenziare l'Attacco di Panico e il Disturbo di Panico.

Con Attacco di Panico si intende quella reazione di intensa ansia, correlata da vari sintomi fisiologici sopra detti, ma che può manifestarsi nel contesto di molti diversi disturbi d'ansia.

Con Disturbo di Panico si intende la presenza di attacchi di panico ricorrenti e inaspettati, seguiti da almeno un mese di preoccupazione persistente di avere un altro attacco di panico, preoccupazione sulle possibili implicazioni e conseguenze.

Quindi ciò che fa la differenza tra le due situazioni di disagio è la ricorrenza e l'insorgenza inaspettata. Il Disturbo di Panico può essere associato a depersonalizzazione o a derealizzazione, nel primo caso la mente è percepita separata dal corpo, come se fosse una spettatrice esterna al corpo stesso; mentre nella derealizzazione la persona percepisce un distacco tra sè e l'ambiente esterno. In entrambi i casi ciò che resta, oltre ovviamente allo spavento, è un sentimento di estrema solitudine e di estraneità, non ci si riconosce più, e questo rende ancor più difficile il proseguire della vita quotidiana.

La persona che soffre di questi disturbi può trovare un grande beneficio attraverso una serie di colloqui mirati ad approfondire i rapporti con le figure significative, ma anche accogliendo il malessere come un segnale di profonda crisi come spinta verso un cambiamento nello stile di vita che spesso non è più quello che si vorrebbe avere.

L'intervento ottimale in questi casi riguarda sia un intervento farmacologico sia psicoterapeutico; è pur vero che attraverso il sintomo dell'ansia, che comunica un disagio anche relativo lo stile di vita che non è più funzionale, è possibile intervenire con la psicoterapia per dare "uno spazio pensabile", accogliere l'ansia e comprendere cosa l'ha attivata e quale problematica copre; tuttavia, l'intervento farmacologico può essere utile nelle crisi acute.

Tornare in possesso della propria energia, permette di reinvestirla positivamente sulle relazioni affettive e sociali ottimizzando la qualità della vita.

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